
Alla base della costituzione del contenuto documentario stanno le campagne di ricerche e acquisizioni fatte sul campo dal personale del Museo.
A. La prima campagna di ricerche e acquisizioni venne fatta dal professor Romulus Vuia in agosto-settembre 1922 nella zona Ţara Haţegului e nella regione di Pădureni e portô all'acquisizione di 1230 oggetti e all'esecuzione 160 fotografie etnografiche. La collezione realizzata in quell'occasione comprende strumenti per la caccia, la pesca, la pastorizia, l'agricoltura, e per mestieri vari; componenti del costume tradizionale, tessuti e ricami, ornamenti, utensili per la cucina, rocche per filare, oggetti legati al culto, alle usanze e altri. Questi sono stati presentati per la prima volta nell'ambito di una mostra temporanea nella primavera del 1923. Nello stesso anno si svolse una campagna di ricerche nella regione del Banato, che ha avuto come risultato soprattutto l'acquisizione di componenti del costume tradizionale e oggetti di legno, campagna ripetuta due anni dopo, nel 1925, nelle regioni di Beiuş e Maramureş con l'acquisizione di tessiture, oggetti di legno, mobili contadini, strumenti dei pastori. Nel 1928, le ricerche si svolgono nella regione di Cluj, negli Apuseni, nel sud di Ardeal, Baia Mare, Sălaj, Bistriţa, Năsăud, e grazie ad esse il patrimonio del Museo arricchisce di altri 550 oggetti etnografici.
Nel 1929, dopo aver ottenuto per il Parco Etnografico il terreno sulla collina di Hoia, nelle immediate vicinanze di Cluj, viene acquistata e trasferita la casa di Vidra del comune Avram Iancu, la prima casa ricostruita in un museo all'aria aperta in Romania.
Nel 1939 viene comprata dall'antiquario Samuel Leitner di Sibiu la collezione Teglas, formata da 273 oggetti, che conteneva icone su vetro, vasellame di ceramica, oggetti appartenenti agli zingari nomadi (collanine e vari oggetti utilizzati nelle pratiche magiche).
Nel 1940 viene acquistata una collezione di frecce e di archi con frecce della Nuova Guinea, di grande valore didattico e scientifico.Durante la guerra sono stati fatti acquisizioni soltanto della regione di Sibiu, dove si era rifugiato il Museo Etnografico.
Dopo la guerra, le prime acquisizioni importanti vengono fatti nel 1949, quando la provincia di Cluj viene studiata dal punto di vista etnografico. Gli oggetti provengono da Măguri, Mărişel, Bonţida.
Nel 1950 viene acquistata la collezione di xilografie e stampe 34 esemplari appartenente al professor I. Muşlea. Allo stesso periodo risale una donazione di ceramiche grazie al contributo dei vasai di Prundu Bargăului.
Nel 1950-1951 vengono intraprese delle ricerche nella Pianura della Transilvania a Cătina, poi a Mediaş (viticoltura), Rimetea-Trascău (fabbri), Iara (vasai). Nel 1951 viene acquistata la biblioteca specializzata del professor Romulus Vuia, e il Museo diventa cosi proprietario della pi ricca e la pi completa biblioteca di questo tipo del paese.
Le campagne di ricerche e di acquisizioni sono continuate, dopo il 1956, nelle regioni di Sălaj, Ţara Moţilor, Maramureş, Năsăud, Mărginimea Sibiului, la Pianura della Transilvania, la Depressione Călăţele, Zarand ecc., con l'acquisizione di materiale etnografico (tessili, componenti del costume tradizionale, ceramica, mobili dipinti, rocche per filare), e di esempi dell'architettura popolare per il Parco Etnografico.

B. Le collezioni private costituiscono un'altra fonte che completa il fondo documentario: LA COLLEZIONE ANDREI OROSZ venne acquistata nel 1923. Essa comprende 5600 oggetti delle varie etnie dall'Ardeal (romeni, ungheresi, secui zingari, bulgari, ebrei). LA COLLEZIONE SAMUEL LEITNER, acquistata nel 1923, contiene 300 articoli di ceramica tra i quali il vasellame delle corporazioni, di particolare valore etnografico e artistico.
C. Le donazioni, che sono diventate collezioni autonome, sono: LA DONAZIONE SEXTIL PUSCARIU (1923), LA DONAZIONE "MURGOCI", fatta dal Ministero delle Arti, tramite Alexandru Lapedatu (1925). Il professor Murgoci possedeva una collezione internazionale composta di ricami e componenti del costume tradizionale ucraino, camicette ricamate del costume popolare femminile romeno di Moldova e di Bucovina (ii), ceramica autoctona, ceramica e oggetti di vimini degli indiani di America, oggetti dei maori della Nuova Zelanda, stampe giapponesi, LA DONAZIONE SABINA CANTACUZINO (1934), di componenti del costume popolare del periodo del Vecchio Regno, LA DONAZIONE MARIA PANEA (1975), con oltre 1200 oggetti etnografici della Regione Calăţele.
D. Oltre alle grandi collezioni, il Museo ha acquisito o ha ricevuto in donazione anche alcune collezioni minori: LA COLLEZIONE STEFANIA BACIU, acquistata nel 1923 da Stefania Baciu, professoressa di Lugoj, composta da 25 componenti del costume della regione del Banato: camice, gonne, grembiuli a lunghe frange di vari colori, toppe di grembiuli ecc., LA COLLEZIONE GEORGE OPRESCU, acquistata nel 1923 dal professor Oprescu e composta da 140 negativi e diapositive e da altri oggetti dell'Oltenia e Muntenia, LA COLLEZIONE DENIS GOLLOWAY, acquistata nel 1927. Il pittore inglese Denis Galloway possedeva una collezione etnografica di oltre 600 oggetti della regione di Pădureni (Hunedoara).
FONDO DOCUMENTARIO AUSILIARE - Questo fondo è accessibile tanto agli specialisti quanto al vasto pubblico. Esso puô essere consultato a pagamento presso la sede del Museo Etnografico della Transilvania.
Biblioteca: 13.225 volumi (libri e pubblicazioni specialistiche)
Fototeca: 45.387 fotografie
Archivio fotografico
Archivio delle diapositive: 10.005 diapositive (su vetro e su pellicola)
Archivio dei negativi: 46.102 (su vetro e su pellicola)
Archivio etnografico-folclorico: 350 quaderni (contenenti risposte al questionario del Museo Etnografico dell'Ardeal, Usanze invernali, 30 lavori di seminario fatti dagli studenti che hanno partecipato ai corsi di etnografia e folclore del professor Romulus Vuia, nel periodo 1926-1947).
Archivio scientifico.
Sezione padiglionare:
Martedì - Domenica:
9-17
Parco Etnografico Nazionale "Romulus Vuia"
Martedì - Domenica:
9-17
Ultimo ingreso ore 16
Il parco resterà chiuso dal 1 novembre al 30 aprile
Acceso: autobus no. 26, 27, 28, 30, 41, fermata "Piata 14 iulie"